La comunicazione è una parola precaria.
Lavorare nella comunicazione vuol dire accettare l’idea di convivere con una precarietà ‘esistenziale’. Può essere commerciale, istituzionale o politica: cambia poco. Bisogna avere una buona idea, spesso più di una. In tempi spesso stretti. Non si può dire ‘non lo so fare’, bisogna provarci.
Ogni volta che si è chiamati a fare il proprio lavoro, si entra in una dimensione precaria.
